CHI SIAMO

Consorzio Orgoglio Aquilano

Premessa

Alle 3,32 del 6 aprile 2009 la città dell’Aquila e il suo comprensorio sono colpiti da un sisma di fortissima intensità. Per il nostro sistema sociale, economico e produttivo, già attraversato da venti di crisi locali e globali, è il disastro. Lo scenario è semplice: attività produttive, commerciali e professionali ferme, per lo più con ingentissimi danni, lavoratori in cassa integrazione, precari e senza lavoro allo sbando.

Da qui comincia la nostra storia.

 

I primi passi: nasce “Orgoglio Aquilano”

All’indomani del sisma, un gruppo di imprenditori e professionisti locali ha avviato una riflessione su come reagire alla situazione creatasi a seguito del sisma.

L’idea iniziale è quella di mettersi insieme per fronteggiare in qualche modo una condizione nuova, drammatica e inaspettata che ogni giorno che passa assume per tutti i contorni della catastrofe.

Reagire, risollevarsi, riprendere il proprio percorso umano e lavorativo, è questa la mission che immediatamente si dà il primo nucleo del futuro Consorzio.

I modelli culturali e sociali sono quelli di un’area di provincia diffidente, nella quale si ritiene che la tutela del proprio interesse risieda prioritariamente nell’inibizione dell’iniziativa altrui.

La tentazione di salire su un carro in qualche modo assistito è forte, lo fanno in tanti.

Il primo nucleo di Orgoglio Aquilano sceglie una via diversa, non si fida delle iniziative che vengono calate dall’alto, ritiene che manchi la spinta dal basso, gli aquilani non sono i veri protagonisti, ma sono gli attori, più o meno beneficiati, di qualcosa che non è totalmente deciso e gestito da loro.

Il bivio è cruciale: accodarsi a iniziative finanziate ma etero-dirette o prendere in mano il proprio destino e mettersi in gioco fino in fondo? E’ una questione di Orgoglio, nel senso migliore del termine: la volontà tenace di dar fondo a tutte le proprie risorse e qualità proprio quando tutto è perduto e l’unica strada percorribile sembra affidare il proprio destino alla generosità o benevolenza altrui.

La scelta è fatta: il 17 luglio 2009 nasce il Consorzio, si chiamerà Orgoglio Aquilano, camminerà unicamente con le proprie gambe, deciderà unicamente con la propria testa.

 

Il modello organizzativo: la rete fa la forza

Il Consorzio nasce quindi come esito di una progettazione rapida ma complessa che ha al centro il modello organizzativo da assumere.

I presupposti sono quelli di un soggetto che unisce più operatori che nella maggior parte dei casi hanno perso tutto. Gli impianti produttivi sono fermi (è appena terminata la fase della conta dei danni) gli studi professionali sono inaccessibili, il tessuto sociale e economico nel quale si opera è devastato.

I punti di forza sono iniziativa, know-how e relazioni.

Il know-how messo a sistema nel consorzio è importante, legato al mondo della produzione tipica alimentare e artigianale, arricchito da figure professionali legate alla ristorazione di eccellenza, alla rappresentanza commerciale, alle consulenze giuridiche e contabili, alla progettazione e implementazione di programmi di sviluppo.

L’idea è quella di impostare immediatamente il consorzio sul modello di una rete nella quale ogni membro ha la possibilità di agire con velocità e spazio decisionale in nome e per conto di tutto il Consorzio.

L’obiettivo è ottenere il massimo da tutti, mettendo a sistema tutto ciò che può portare frutti.

La base è la grande fiducia reciproca, specificatamente nel momento di vaglio e di sintesi da parte del Consiglio di Amministrazione presieduto da Annamaria Bonanni, dottore commercialista e revisore contabile.

Il protagonismo dei Consorziati è la chiave di volta: grazie ad esso in meno di 10 mesi il Consorzio attraverso attività eterogenee emerge come una realtà importante del panorama imprenditoriale. Il fatturato nel 2009, in meno di 6 mesi di attività ha superato i due milioni di euro, nel 2010 si sono sfiorati i quattro milioni.

 

Le attività: si riprende il volo

In pochi giorni il Consorzio diviene operativo.

L’attività si rivolge verso quattro direttrici distinte ma correlate, legate alla promozione del comprensorio aquilano:

  • la commercializzazione del tipico di eccellenza in Italia ed all’estero
  • la valorizzazione del tipico attraverso la ristorazione
  • la promozione del territorio
  • la progettazione di attività integrate di promozione del territorio e formazione di risorse umane

 

Rapidamente, grazie alle sinergie della rete, il Consorzio ottiene in ognuna di queste aree di lavoro importanti successi.

La commercializzazione del tipico di eccellenza e del migliore artigianato locale vede un florilegio di iniziative: mercati, partecipazione a fiere nazionali, attività di regalistica, attivazione di sbocchi commerciali in Kuwait, Cina, Stai Uniti.

La valorizzazione del tipico attraverso la ristorazione viene declinata applicando alla Ristorazione collettiva le nuove teorie relative alle mense a km zero e a relativi risparmi ambientali e sostegni alle produzioni locali di qualità.

L’occasione arriva alla fine di agosto 2009 con il bando per il servizio Ristorazione per la Protezione Civile e la popolazione terremotata accolta presso le Caserme dell’Aquila a seguito del sisma (Caserma della Guardia di Finanza, sede del G8 e Caserma Pasquali Campomizzi). Il bando viene vinto proprio grazie al valore di una proposta fortemente centrata sulla qualità delle produzioni e professionalità locali. Si sviluppa intorno a questo affidamento una importante attività di catering a servizio di Istituzioni nazionali e internazionali. Dal G8 in poi il Consorzio è chiamato a provvedere ad importanti servizi di banqueting e catering per ospiti illustri, dalla Presidenza del Consiglio a rappresentanze diplomatiche e istituzionali del massimo livello, alle nazionali sportive del calcio e del rugby, richiamati a L’Aquila da un genuino senso di solidarietà, a cui si ha la possibilità di far velocemente scoprire i sapori e i sapori della nostra terra.

L’appalto rappresenta un’occasione unica per concedere una importante opportunità di inclusione socio-lavorativa a tante persone colpite dal sisma. Il Consorzio ha provveduto alla regolare assunzione di oltre 100 lavoratrici e lavoratori. Accanto ai normali dipendenti si è scelto di avvalersi della professionalità di titolari di imprese commerciali e ristorative che avevano perso la loro attività con il terremoto. Alcuni di loro hanno successivamente ripreso le loro attività, altri si apprestano a farlo, a tutti è stata data l’opportunità di riprogrammare il proprio futuro con qualche certezza in più.

 

 

I Nostri Clienti

Ad ogni buon conto, il duro lavoro la passione e la costanza con cui si è agito hanno portato soddisfazioni e riconoscimenti anche dall’esterno agli amministratori e a tutti i consorziati che hanno creduto ad un progetto ambizioso e forse inimmaginabile per la nostra cultura.

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